La mia oasi di pace

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Vorrei che la mia opera potesse far sentire l’osservatore partecipe delle mie intime emozioni, farlo perdere, come io mi sono perso in un movimento d’acqua, nei verdi delle forre, nello sguardo di un amico, palpitare nel momento in cui la superficie avida, si nutre di pennellate di luce ed ombra.

Vorrei mostrargli il respiro della mia pittura mentre si dilata o contrae, mentre guadagna grandi spazi o si impossessa di microcosmi, mentre rivela intuite enigmatiche, animiche, mistiche presenze di luce che accarezzano il creato, conducendoci per mano oltre.

Vivo il mio sogno, sono un imprenditore di sogni, mi nutro spiritualmente del piacere nel dar movimento, luce, forma, colore ad una superficie bianca, tratto dopo tratto, pennellata dopo pennellata, piacere dopo piacere, sino al compimento, alla materializzazione della mia visione.

Amo ritrarre, penetrare gli sguardi e nell’opera raccontare una storia, la storia di chi mi ha permesso di entrare nel suo mondo, mi ha fatto partecipe della sua intima bellezza permettendomi di lasciare con il colore un segno in suo nome.

Nel lavoro mi perdo o mi identifico, in balia di tagli di luce rivelatori di intimi connubi tra natura e luce, tra soggetto, oggetto e sentimento, in cui atmosfere sconosciute si mostrano agli occhi, visibile prima di allora solamente nella mia mente o nelle profondità del mio essere.